Ultimate Crossing

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Gli amici di Supjournal.com lo hanno intervistato

 

Più di 215. 000 colpi di remo, 5 giorni e 5 notti da solo nel mezzo dell’Oceano Pacifico, aldi là dell’incredibile performance umana e sportiva, sono le cifre che resteranno a ricordo dell’ Ultimate Crossing realizzata proprio di recente da Bart de Zwart.
Il più olandese degli hawaiani arriva dall’aver effettuato un percorso tanto inedito quantopericoloso, unendo/raggiungendo le due isole alle estremità dell’arcipelago delle Hawaii, Big Islandet Kauai, da solo e senza assistenza su una distanza di 500 km.

 

Ti avranno già posto 100 volte questa domanda, ma perché ti sei imbarcato in questa avventurae per di più senza assistenza?

La risposta é semplice, io penso che a volte nella vita, è giusto fare qualche cosa di difficile per apprezzare in seguito le piccole cose fortunate della vita, quelle cose alle quali, con il passare del tempo, non ci si fa più attenzione. Ed inoltre io amo anche darmi dei limiti personali, adoro l’avventura, essere così vicino all’oceano per 5 interi giorni è un’esperienza che tutto il mondo dovrebbe vivere almeno una volta nella vita, ma non necessariamente su una plancia di un SUP lungo 14 piedi! E inoltre, c’è il legame con la cultura hawaiiana. Da sempre, gli hawaiani hanno utilizzato le loro canoe per navigare e raggiungere tutto le coste del Pacifico. Sono delle imbarcazioni semplici e vengono utilizzate il sole e le stelle per orientarsi, il tutto persino per raggiungere distanze davvero incredibili. Per comprendere davvero cosa veniva fatto in quelle epoche, occorreva fare la stessa cosa…

 

Come ti sei preparato a questa traversata?
Fisicamente, non ho fatto niente di più di quello che faccio abitualmente… Di solito, io sono in acqua ogni giorno con il mio partner in allenamento Connor Baxter, la mattina sul piatto per remare e il pomeriggio per fare del sottovento. Questa routine in qualche modo permette di guadagnare una buona forma fisica e di guadagnare inoltre un buon ritmo a livello di remata .Per quello che riguarda i preparativi, mi hanno impegnato per un mese intero, per poter pensare a tutto, materiali di sicurezza, un equipaggiamento per poter dormire, le vivande, l’acqua, altri piccoli dettagli che hanno tutti la loro importanza.
Come descrivere una tale avventura con una sola parola?
Per farla breve, posso dire che è la cosa più dura che ho fatto nella mia vita. Non sono state tanto le 70 ore di remata in totale sui 5 giorni passati in mare, ma semplicemente essere tutto il tempo sulla plancia. Dormire, mangiare e vivere su una imbarcazione così piccola ed essere inoltre bagnato tutto il tempo, è veramente qualcosa di difficile. E poi c’è stato anche molto vento quasi per tutto il tempo, dai 15 ai 35 nodi. Ma é proprio il fatto che sia così difficile che rende la cosa molto più apprezzabile in seguito .
Quale è stato il momento più difficile durante la traversata?
La più dura veramente é stata la prima notte nel canale di Alenuihaha, tra Big Island et Maui.
Era una notte completamente buia, c’era vento e molte onde che arrivavano da ogni direzione. Ho atteso sulla  plancia per 7 ore prima di aver abbastanza luce per ricominciare a remare. In più, è il momento nel quale ho cominciato ad avere anche il mal di mare. Io sono arrivato 14 ore dopo alla punta est di Maui totalmente distrutto/stanco. Ma passato questo punto strategico, ero nella direzione giusta per i rapporti con gli alisei ed è stata più facile. Quel giorno,ho remato per 20 ore prima di poter dormire un poco.
Quale resterà come il miglior ricordo di quest’ultimo Ultimate Crossing?
Ce ne sono tanti di ricordi, ma partire da così lontano, arrivare a 500 km dal mio punto di partenza dove ho lasciato mia moglie e mia figlia per ritrovarle all’arrivo è stato veramente qualche cosa dimolto intenso, con la televisione e tanta gente che si è radunata sulla spiaggia per accogliermi. E poi, qualche giorno più tardi, anche la fierezza di essere sulle copertine dei giornali locali hawaianie insieme su quelli della mia terra, l’Olanda!

 

Visita il sito Ufficiale per l’intervista in originale  Lingua Francese

Immagini: Jimmy Hepp Photography e Dagmar de Zwart

 

 


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