Test CD Wave RRD

 

Vecchio test di Federico fatto nel 2009. CD Wave RRD. 

Magari può interesse, magari no… ce l’ho, lo pubblico.

 

Vi presento il CD wave, una “vecchia” novità che entra a far parte della famiglia Godsavethewind.
Un ibrido di 225cm che abbinato a me, prossimo al metro e novanta, crea “la strana coppia”! Eppure c’è stato subito feeling, affiatamento e reciproca collaborazione. I litri sono 99 dichiarati e col mio quasi un quintale sopra si rivelano sempre e comunque utili. La principale caratteristica è il biconcavo che conferisce alla tavola quello spunto in partenza, accelerazione e velocità di punta elevata, proprio come piace a me.
Altra sorpresa piacevole è stata accorgermi che si può planare anche a velocità non sostenuta grazie al generoso appoggio sull’acqua conferito dai 62cm di larghezza! Questo mi ha permesso di adeguare la velocità al tipo di onda per poter sfruttare al massimo quello che le nostre latitudini ci offrono! Una tavola versatile quindi, ma per questo non banale. Anzi: carattere deciso e provocatorio, quasi a voler sfidare la concorrenza a partire dalle misure anticonvenzionali. Un ibrido orientato al wave che rimane anche un ottimo free-ride con una costruzione custom dalla robustezza a prova di crashtest!Come sempre l’equazione sempre presente in natura porta a dover fare i conti con i contro, e nel caso del CD i contro possono essere molto soggettivi. Direi che, a parte chi per principio non accetta un ibrido e che quindi non può riscontrare in questa tavola simpatia, il primo contro lampante è il peso. Quasi spaventoso a secco, oltre gli 8kg senza pinna e straps, in acqua si avverte meno ma si avverte. Soprattutto nello stacco con vento a limite.
Ho provato la tavola con 14/16 nodi, choppettino e la 6,3 la prima volta e non sono riuscito a saltare! Diciamo che sono sempre stato abituato a freestyle sui 110 litri, più leggeri e con molta più superficie esposta, quindi il mio giudizio è da prendere con le molle. Il fatto che nonostante tutti questi litri la tavola tenda ad affondare di prua molto facilmente è un difetto poco grave. Si tratta di farci il piede e ci vogliono pochi bordi per capire la tavola.Ma torniamo alle note positive. Nella mia seconda uscita ,con la 5.4 e 13/20 nodi a raffiche, il CD mi ha sorpreso per la capacità di tenere la planata nei buchi facendosi aiutare dalla lunga onda di scaduta. Sembra di essere su un surf da onda! Completamente a suo agio si fa portare a spasso senza troppi fronzoli, sembra sorridere sull’onda come un longboard planando leggiadro alla velocità che decidi di dargli, ma se vuoi rapidi cambi di direzione basta dargli il comando e segue le tue idee.
Prova del nove è stata la terza uscita con vento tra i 20 ed i 30 nodi ed onda più corta ed incasinata! In questa uscita ho erroneamente montato la 6,3, decisamente troppa, ma per fare il test bisogna provarle tutte. E qui la precedente difficoltà nello stacco è svanita, come ovvio che sia con tutto questo vento. Ma il controllo aereo è rimasto non ancora ottimale. Ecco: bisogna centrare bene il peso su soli 225cm, pena un’inevitabile spin out atterrando dal salto. In surfata, anche se penalizzato dall’enorme vela, il comportamento del CD è stato egregio permettendo bottom e cut back radicali anche ad un amatore non troppo allenato come me!
Concludendo: ottima tavola dal doppio carattere, wave per i più pesanti come me o free-wave per i pesi medi, abbinando chiaramente la giusta pinna.

Ciao a tutti

Federico

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