Shark on board

Articolo su www.nationalgeographic.it

È successo in Sudafrica a un gruppo di ricercatori della Oceans Research: uno squalo lungo tre metri è balzato sullo scafo, senza fare vittime ma rimanendo intrappolato.

 

Racconta Gennari, “abbiamo coperto gli occhi dello squalo con un paio di pantaloni bagnati (nella foto sul muso dello squalo) perché abbiamo visto nella nostra attività che con gli occhi chiusi si rilassano maggiormente e pompato acqua di mare nelle fauci dello squalo, sempre nel disperato tentativo di farlo sopravvivere”.

“Dopo circa trenta minuti ci hanno richiamato perché lo squalo, probabilmente confuso dall’incidente, era rimasto incagliato sulla spiaggia”

“Allora abbiamo legato lo squalo per la coda e il muso a una barca e siamo usciti pian piano dal porto in modo che l’acqua riempisse le branchie e potesse rianimare lo squalo”, racconta Gennari.

“Ha funzionato: lo squalo ha dato energici segnali di vita e allora abbiamo tagliato i cavi e lui si è allontanato e sembrava completamente ripresosi”.

 

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