Marsiglia – Calvi in Kite

Articolo tratto da http://www.sensationocean.com dove potete trovare l’intervista completa(in Francese)

Mayeul Riffet – 5 Settembre 2011 – 14h 17m 15s – 200 miglia percorse.

 

La trasversata dal continente verso la Corsica era già stata realizzata in kite da Manu Bertin e dal team F-One, con partenza dal Golfo di Saint Tropez, cosa che cambia totalmente la fisionomia del percorso: da una distanza di 100 miglia nautiche su un longbord a dritta con vento da Ovest per una trasversata di circa 5 ore, Mayeul passa ad una traversata di 150 miglia che inizieranno con un vento da Nord a Nord-Ovest (Maestrale) vento in poppa sulle prime 60 miglia (e dunque con qualche strambata da fare) per finire in Corsica con un vento di Sud Ovest, il tutto per una traversata di circa 8 ore……..

 

 Mayeul, hai appena stabilito un record in Kitesurf tra Marsiglia e Calvi, con condizioni meteo difficili. Quali sono le tue sensazioni oggi? 

Quello che prevale oggi? E’ di essere felice di aver portato un progetto dalla A alla Z con un risultato positivo! Era un progetto audace con più incognite: la resistenza fisica, la resistenza psicologica, la navigazione in kite su una così lunga distanza …… Sapevo che era possibile ma rimanevano molti interrogativi, specialmente dal punto di vista tecnico, per esempio quale angolo poteva essere preso in rapporto al vento, quale l’impatto della forza del mare ……… Io ho allo stesso modo imparato tantissimo, sono fiero di essermi portato verso i miei limiti e sono felice di aver vissuto un qualche cosa di così forte umanamente con la mia equipe e i miei partners. Finalmente ora ho solo fretta di passare oltre e ricominciare!

Come é nata l’idea ?

All’inizio  quando ho cominciato con il kite, pensavo che la maniera attuale di navigare non fosse un granché interessante; io non sono un fan del freestyle o di cose simili. Qualcosa mi mancava ed è nata l’idea di poter navigare in modo diverso, abbinando il kite alla navigazione in mare aperto. In seguito  ho saputo della traversata di Manu Bertin (St Tropez/Calvi) e del Team F-One, questo mi ha spinto ad esplorare questa strada.
Avevo bisogno di spassermela al largo e di dimostrare che il kite non è per forza su un mare piatto e nei pressi della riva. L’aspetto dello sviluppo tecnico mi è piaciuto molto. D’altronde, il mio incontro con Benoit, uno shaper che aveva cominciato a sviluppare delle tavole di questo tipo, è stato fondamentale (è lui che ha fabbricato la tavola per Momo, Sylvain Maurin pioniere di Kite con il quale Mayeul ha effettuato la sua traversata, e forte di questa esperienza sviluppa oggi per Mayeul altri progetti). Infine c’è una vera forma di piacere che mi guida: amo il mare, il largo, le onde grosse, il piacere di surfare, il fatto di non fare dei semplici “avanti e indietro”.

L’idea di rinunciare ti é balenata durante la traversata, vedendo che le condizioni non erano quelle annunciate?

Si ! Molto presto ho saputo che la traversata sarebbe stata più lunga del previsto, a causa delle condizioni del mare che mi ha obbligato ad andare molto più a sud di quanto immaginassi. Ho anche pensato che era inutile continuare sapendo del ritardo preso e lo sforzo fisico che si annunciava.
Ad un certo punto, verso le 13, ho potuto sfrecciare mure a sinistra e cominciare a guadagnare ad est. Un’ora dopo i ragazzi dell’appoggio mi hanno annunciato le 105 miglia restanti …… e questo mi ha chiaramente demoralizzato!
Nella mia testa pensavo a una cosa: anche con 20 nodi di media, non potevo arrivare prima dell’inizio della notte! Ma volevo arrivare almeno per il tramonto, per non rimpiangere niente in futoro.
Ho dovuto fare 6 ore mure a sinistra, 6 ore interminabili. La sola cosa di cui ero sicuro é che solo la fine del giorno poteva fermarmi, non altro. Ma non mi sono lasciato andare. Ho messo due torce elettriche, una lampada frontale, che mi abbagliava più che illuminarmi, e via! Non potevo non volevo fermarmi là. Ma moralmente è stato terribile.

Grazie a Francesca Verrando per la traduzione.

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