Il Windsurf raccontato da chi lo ama

Quando il gioco si fa duro.... | Stampa |
..dal Blog
Lunedì 08 Giugno 2009 00:00

 


 

Che dire…. Quando il gioco si fa duro…. I duri fanno il bagno!
O meglio: se la fanno sotto…. E sarebbe stato meglio farsela sotto in bagno!

 

   

 

Si sta al bar, senti raccontare di disavventure in posti isolati e pericolosi, cerchi di immaginare il paesaggio intorno, di immedesimarti nel narratore per cercare di carpire cosa realmente sarebbe potuto accadere. Ma al bar si sta più comodi, tu in quel momento ti saresti comportato in maniera diversa, non avresti abbandonato l’attrezzatura o meglio ancora: ”io con quelle condizioni sarei uscito col ca#@o!”.

Ma il destino è beffardo e non guarda in faccia nessuno, neanche coloro che meditano, ponderano e valutano prima di avventurarsi. La situazione era anomala ma gestibile, mare bello grosso e vento come hai sempre desiderato.

Via… si può fare: 4.7 e ci proviamo, la tavola magari è un po grande(98lt.) ma l’abbinamento è già stato testato più di una volta. Si esce dal buchetto ridicolo lasciato tra due scogliere, ovviamente si cade perché il frangente ti aspetta dietro lo scoglio con la solita faccia da cazzo. No problem….. la corrente ti porta a largo, alzi la vela e riparti di slancio. Mmmmmmm… qualcosa non va…. Più si naviga e più il rapporto con l’attrezzatura diventa burrascoso…. Solo bolina forzata senza possibilità di prendere il controllo totale. Più si va a largo è più il vento aumenta e si incanala sotto la tavola.

Prima onda: CRASH ! Troppo per gestire il tutto. Tranquillo, giri la vela e si rientra. Risalgo a bordo mi aggancio al boma e riparto, mi saluta Riccardo che incrocio in acqua, è eccitatissimo ! BADABAMMMM !! Catapultone con carpiato avvitato ed atterraggio comodo su vela. Mi svito le cimette dal trapezio e comincio il riposizionamento dell’attrezzatura per il rientro. Alzo l’albero a vento, sistemo la tavola ma il rig mi viene catapultato dall’altra parte senza neanche il tempo di capire cosa sia successo. La tavola è al contrario, sottosopra, con la vela perfettamente perpendicolare alla superficie dell’acqua, ma dalla parte sbagliata. Comincia la lenta risalita dell’albero che cerco di non aiutare spingendo sulla tavola per non compromettere il piede d’albero. Giro nuovamente il rig che si mette in posizione da solo con un movimento rapido e deciso…sistemo nuovamente la tavola ma una sventolata improvvisa mi immerge tutto nuovamente e mi costringe ad inseguire l’attrezzatura per un paio di metri. Di nuovo tutto in posizione cercando di mantenere la calma e la vela piatta sull’acqua per non farmela portare via di nuovo; mi riposo un attimo e mi guardo in giro… non vedo nulla fino a quando l’onda che avevo alle spalle mi passa sotto e mi porta all’attico… mmmmmm…. Non c’è nessuno in giro, non trovo nessuna vela che plana o qualcosa di rassicurante nelle vicinanze. La spiaggia, o meglio gli scogli, sono lontani. Devo aver scarrocciato un bel po e nel sali e scendi continuo faccio fatica a capire a che latitudine si trova l’Arcobaleno dal quale sono partito.

Vabbè, proviamo nuovamente…niente da fare il mio amato boma mantiene le distanze e non ne vuol sapere di accompagnarmi a riva. Mi metto l’anima in pace e mi sistemo comodo appoggiato alla tavola pronto ad allontanarla da me in caso di frangente.Ti pare che il mare riesce a spiaggiare tronchi e copertoni e non riesce a portare me? Ti pare che tra tanta spiaggia debba andare a finire proprio sugli scogli?

Murphy non può avere sempre ragione!

La riva si avvicina lentamente ma, per il mare incasinato, riesco a vedere solo le case sulla costa e cosa meno gradita sono le onde viste da dietro che frangono. Prima o poi mi frangeranno alle spalle e penso all’unica cosa sicura sentita e risentita: MAI MOLLARE L’ATTREZZATURA. Passa un po di tempo e le onde si fanno sempre più ripide e veloci. Prendo il primo schiaffetto dal lip, ma tanto sono tra l’onda e l’attrezzatura e non rischio di essere colpito da quest’ultima. Vediamo come reagisce la posizione al primo frangente vero. Ne prendo un altro un po fiacco ma nonostante ciò, mi sento tirato dalla tavola che viene spinta dalla schiuma. Cazzo! Devo abbandonare la vela (e il mio amato boma)… mi prodigo per staccare la vela ma tutto è più accelerato e caotico: di nuovo vengo trainato dalla tavola con vela annessa che mi tengono perennemente nello schiumone che mi impedisce di respirare…

Che fare? Mollo tutto nonostante la prima legge del Windsurf dica il contrario. Respiro, guardo verso l’attrezzatura che ormai è distante da me una ventina di metri verso nord e verso riva.

Ora sono veramente solo.

Nuoto e mi rendo conto subito che è inutile stancarsi immediatamente. Mi metto pancia all’aria con lo sguardo verso il largo per non essere sorpreso dall’onda e mi lascio trascinare. Minchia se sono alte ! M’immergo alla prima, emergo e prendo fiato, continuo così per altri 5-6 muri d’acqua che si susseguono sempre più vicine tra di loro. Faccio fatica a immergermi per la stanchezza che comincia a materializzarsi e per lo sconforto che cresce pian piano. Mi domando: è così che ci sente prima dell’inevitabile? E’ calma o rassegnazione quella che sento?

E’ un po che non guardo verso la costa e mi decido di farlo subito dopo l’emersione dall’ennesimo schiumome. Vedo qualcosa in avanti alla mia sinistra, qualcosa che non vedevo da un bel po di tempo… sono gli scogli….. mi giro a stile libero e spinto dall’onda ormai alle spalle, emulando Fantozzi che si tuffa sul letto, mi dirigo verso di loro. Un perfetto volo d’angelo sull’unica cosa non in balia delle onde. Mi aggrappo ma sono instabile, l’onda si ritira e vedo dei piedi umani su una roccia sopra di me che si avvicinano, una mano che mi trattiene ma la forza del mare mi stacca dall’appiglio e mi catapulta due rocce sopra spingendomi contro un’altra con la testa e contro  Adriano con tutto il corpo. Resto sottacqua per un po con la testa costantemente pressata sullo scoglio……. L’acqua si ritira nuovamente e vengo finalmente tirato fuori dalla danger zone.

Ero seduto, avevo consumato ogni energia, Corrado e Fabio cercano di portarmi ancora più all’asciutto essendo quello scoglio battuto dai frangenti con violenza. Ragazzi lasciatemi qui.. non ce la faccio ad alzarmi … non ho le forze.. voi andate se è pericoloso… non ce la faccio! Mi alzano a forza e mi trascinano sulla spiaggia, a stento riesco a mettere un piede davanti l’altro, non riesco ad alzare la testa. Vedo molti piedi intorno a me, dalle voci riconosco Adriano, Corrado, Fabio, Marco il Biondo, un altro ragazzo che mi sembra si chiami sempre Marco che se non erro mi tiene il ghiaccio in testa, i bagnini(gentilissimi) dello stabilimento Lido, Flipper(che ha fatto 6000€ al telefono e mi ha fatto da portantino), Psycho , Riccardo.

Sono molto confuso e vorrei stare solo seduto a riposare .

Il tutto finisce con un bel viaggio in ambulanza, tintura di iodio,2 punti in testa ed un grazie a tutti coloro che non sono solo stati d’aiuto, ma mi hanno letteralmente salvato.

Ah! mi hanno anche recuperato l’attrezzatura completamente intatta.

 

Magari non è una tragedia, non è un racconto epico, so che succedono cose molto peggiori nel mondo, ma vi posso assicurare che dal punto di vista del bisognoso che non ha mai avuto esperienze del genere questa cosa fa riflettere… fa riflettere parecchio.

 

Grazie a tutti ed un fanculo grande alle scogliere messe con un criterio che penalizza ogni tipo di attività marittima, dal windsurf al pedalò, dalla semplice nuotata, al giro in canoa alla siesta sul materassino.

 

 

Claudio Chiappari in grande forma



Marco è uscito con la tavola asciutta!


Chiedo scusa e ringrazio coloro che o non ho citato o che non ho riconosciuto, ma non ero molto lucido.

Qui trovate le foto di coloro che a differenza di me si sono divertiti. Praticamente tutti ! Smile

 

Minchia che paura ! ; )  

GRAZIE DI NUOVO !!

 

 

Tags: blog - Claudio Chiappari - Focene

Commenti
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Luca   |08-06-2009 21:16:00
avatar cazzo, un articolo da paura.... vero e genuino,
Riccardo   |08-06-2009 21:45:38
Senti.... leggendo il tuo racconto, hai fatto tutto quello che potevi, considerate le condizioni e le circostanze.
L'avventura è finita bene per te in
primis ed anche per l'attrezzatura (che non guasta), per cui non ti resta che fare tesoro dell'esperienza e aspettare la prossia giornata di vento per
andare a spaccare il culo al mondo!!!!
Ci vediamo in acqua!!!!

P.S.

Secondo me tutti si sono attivati solertemente solo quando hanno capito che in
mezzo all'aacqua c'era il webmaster del sito dove sarebbero dovute essere caricate le loro foto della giornata..... se eri un surfista qualsiasi, ancora
stavi aggrappato allo scoglio ....
Navar   |08-06-2009 22:17:26
avatar Grazie Luca... più da paura che genuino !
Riccardo... non ci avevo pensato.... forse hai ragione sul motivo del salvataggio !
Per il resto
continuo a ringraziare tutti voi indistintamente... veramente non sono stato aiutato ma salvato !! Ora si aspetta il vento, e non me ne vogliano i puristi
dell'onda grossa, ma 1.5 metri e 20 nodi di scirocco sarebbero l'ideale per ri-iniziare !!
Federico   |08-06-2009 22:56:40
avatar Tutta la mia solidarietà...!!!
Io in un'esperienza simile in Sicilia ho nuotato per oltre un'ora fra i frangenti ed ho perso tutta
l'attrezzatura!
L'importante è che stai bene, l'importante è che tutti si sono dimostrati come sempre amici, compagni, eroi! Sembra esagerato ma l'aiuto
che ci possiamo dare noi stessi è il migliore ed il più efficace che ci possa capitare! Commosso!!!
Navar   |09-06-2009 11:22:46
avatar E' vabbè ..ho capito... che stamo a fa a chi è rimasto più in acqua?!?! Allora dove è successo a me l'acqua era più sporca di quella in sicilia !!
cabrina   |09-06-2009 19:57:17
Un abbraccio e un augurio di pronta guarigione a Vitaliano...ho saputo solo da Corrado che anche Tu eri in acqua e ho visto gli amici che tornavano con la
Tua attrezzatura...
L'unico consiglio che ti posso dare (se consiglio si può chiamare) è esci con il caschetto (io lo faccio sempre quando è
grosso)..
per il resto sono cose che possono succedere a tutti....l'importante è poterlo raccontare senza troppe conseguenze..
aloha Vita a presto
Navar   |09-06-2009 21:17:22
avatar Grazie Super Cabrina !! E' tutto ok... un po di paura, tanta stanchezza a fine nuotata e una lezione di vita !!
A presto.... ovviamente in acqua !!
fabiobof   |09-06-2009 22:37:11
ciao vita ,siamo o non siamo gli amici di focene..il nostro motto e' come quello dei tre moschettieri ..TUTTI PER UNO,UNO PER TUTTI.. L amicizia viene
prima dello sport..per questo siamo diversi dagli altri gruppi di surfisti,noi ci divertiamo anche quando non si serfa..l importante che stai bene e la
verita' che troppi scogli hanno reso focene ,pericolosa ..l attrezzatura giusta diventa fondamentale..ogni volta che andro' a pesca togliero' un
sassolino..baci
Navar   |11-06-2009 13:16:22
avatar Ciao Fabiè... allora confidiamo in te per la rimozione della scogliera? preveista per il 2114 ? 
Io ho sempre considerato il windsurf
un gioco a squadre....
Qui comunque c'è uno che è stato peggio di me !!

Posted image
(Pics: Darrell Wong - Source: Boardseekermag.com)
La cosa bella veramente è che se non si surfa si sta bene lo stesso
pipponenavigatore   |10-06-2009 15:54:55
navar,comunque sia sei un grande.
Navar  - re:   |10-06-2009 16:08:18
avatar
pipponenavigatore ha scritto:
navar,comunque sia sei un grande.

....si sculato !!!
Andyfocene  - grande VITALIANO!!!!!!   |11-06-2009 17:14:55
MINCHIA CHE AVVENTURA!!!!!!! SONO VERAMENTE FELICE CHE
STAI TUTTO SOMMATO BENE E CHE NO VEDI L'ORA DI RIENTRARE!!!
UN ABBRACCIO E TANTI AUGURI!

A
PRESTO.

Un piccola nota di tristezza in ogni caso per queste cazzo di scogliere....
che danno enorme che ci hanno fatto sotto il naso e senza
che
potessimo fare nulla....mi sento un senza casa....
fab69windsurf  - Mitico Vita!!!   |11-06-2009 18:58:54
Come ti ho già detto... Rigrazia mamma che t'ha fatto la testa dura!!



La prima cosa che ho imparato dal windsurf è che impartisce lezioni di
vita; ed il consiglio del mio primo maestro cel'ho stampata bene in testa: qualsiasi condizione, esci! (riferendosi pure ai 5 nodi oltre che ai
30...)

Ovviamente il primo pensiero devi essere te stesso e la tua "preservazione", quindi usa sempre il giubotto salvagente e come dice Cabrina
quando le condizioni sono dure metti pure il caschetto (da Dechlaton hanno pure degli affarini).

Come vedi dalle previsioni il vento sta aspettando la
tua pronta guarigione, quindi un grosso in bocca al lupo e GOD SAVE THE WIND
pipponenavigatore   |11-06-2009 21:43:46
caro navar,la gioventu' tromba i propri limiti,e l'esperienza insegna rapportata alla propria età di sondare i propri limiti,capacità ordine mentale
limite ed esperienza delineano la paura da anestetizzare,quindi,il tuo caso è un caso di tutti,quelli che hanno vissuto esperienze del genere,osservando a
mente fredda il tuo caso dico,l'esperienza non e' un limite,ma direi sapienza in cio' che si fà con il controllo delle situazioni.

caspita amico
mio,sei o non sei quello che vuole vincere paure dettate da cio' che si sà per vissuto?
Navar   |12-06-2009 11:20:38
avatar Signori.... il succo è questo: una brutta esperienza per una lezione importante...che spero nessuno di noi debba mai più imparare !! Non
vedo l'ora di tornare in acqua !!!
Richiesta formale 20 nodi e max 2.0 mt di onda ..... mi voglio divertire....
Ci vediamo sabato per una
bevuta... portate i soldi !!
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